domenica 18 agosto 2013

Diete opposte che funzionano, come è possibile?

I miei primi interessi sull'alimentazione sono cominciati tramite popolari tipi di diete che tutt'ora esistono e che vengono adottati da molti per diversi motivi tra cui, dimagrire, stare in forma, essere più attivi, prevenire le malattie, ridurre l'infiammazione, ecc... La cosa che ha cominciato ad alimentare ulteriormente il mio interesse su questo argomento e cercare di spingermi oltre, è stata la presenza di infinite raccomandazioni in contrapposizione l'una con l'altra, ognuna delle quali presentata inspiegabilmente da rinomati esperti del settore con tanto di lauree e qualificazioni importanti - spesso mi sono sentito preso un pò in giro. Mi chiedevo come fosse possibile che tutti questi esperti avessero pareri contrastanti dopo aver ottenuto qualifiche di tipo universitario. Pensavo che la scienza sapesse tutto e che se si studiassero i libri accademici uno potesse conoscere al meglio i segreti per stare in forma mangiando. Faccio alcuni esempi: dieta Ornish, dieta paleolitica, dieta Atkin, dieta zona, dieta vegetariana, dieta mediterranea, dieta Dukan - ognuna di queste presenta degli aspetti che vanno totalmente a scontrarsi gli uni con gli altri. La cosa ancora più curiosa è che ognuna di queste sembra funzionare piuttosto bene - esistono molte pubblicazioni a favore di ognuna delle diete citate, inoltre esistono infinite testimonianze e forum in internet nei quali molte persone sembrano essere state miracolate grazie a questa o quella dieta.
A tal proposito riporto una spiegazione bizzarra che mi è capitato di sentire un paio di volte riguardo a tale dilemma, ossia che la dieta è una cosa psicologica, e quando viene seguita, qualsiasi essa sia, porterà dei benefici, perchè uno si autoconvince che faccia bene. Purtroppo però, nonostante lo stato psicologico di ognuno di noi sia senza dubbio un fattore importante per la salute, l'autoconvincersi che qualcosa faccia bene temo che non sia sufficiente per far si che faccia bene veramente.

Robert Atkin e Dean Ornish
Il denominatore comune
La prima cosa che uno deve chiedersi di fronte a tale dilemma è, hanno qualcosa in comune queste diete? Sebbene queste possano sembrare apparentemente l'una molto diversa dall'altra, esse hanno però un denominatore comune, ossia una riduzione dei carboidrati, sopratutto ad alto indice glicemico e la predilezione verso alimenti freschi e preparati in casa. Vediamo alcuni esempi velocissimamente (chi è fautore di una della seguenti diete non si offenda per la mia brevità):
  • Nella dieta zona i macronutrienti, ossia carboidrati, proteine e grassi devono assolutamente rispettare le proporzioni 40, 30, 30. L'aspetto che fa funzionare questa dieta è che i carboidrati rappresentano il 40% delle calori totali, quantità che è ben inferiore a quella tipica di un soggetto che non segue alcuna dieta o principio di alimentazione. Viene poi proposto di mangiare il più possibile alimenti freschi o cucinati da se piuttosto che cibi preconfezionati;
  • Nella dieta paleolitica vengono tolti dalla tavola i dolci, ma la restrizione si spinge anche per i carboidrati derivanti dai cereali - ovvio, i nostri antenati paleolitici non ne consumavano. Per quanto riguarda il resto degli alimenti contenenti zuccheri, come verdure e frutta, non ci sono particolari restrizioni, come neanche per le proteine di origine animale, mentre per quanto riguarda i grassi ci sono opinioni diverse: nella dieta paleolitica classica (quella di Loren Cordain) vengono limitati mentre in altre, su cui però non mi sono ancora soffermato ho notato che tale restrizione non esiste. Anche in questa dieta a maggior ragione si devono eliminare tutti gli alimenti preconfezionati, in quanto contenenti in diversa quantità derivati da cereali;
  • La dieta Ornish è principalmente vegetariana e si devono anche qui eliminare i dolci. La dieta vegetariana è principalmente composta da carboidrati, ma qui vengono furbescamente prediletti gli alimenti con un basso indice glicemico e molta fibra. In questa dieta poi i grassi, soprattutto quelli saturi, vengono considerati come qualcosa che dovrebbe essere illegale, la piaga dell'umanità insomma - è vietata ogni loro forma, e persino limitata al minimo la quantità di grassi monoinsaturi come quelli dell'olio di oliva extravergine o dell'avocado. Le proteine vanno consumate, ma in stretta moderazione e principalmente di origine vegetale. Anche questa dieta è a favore di alimenti freschi e cucinati da sè, piuttosto che preconfezionati;
  • La dieta Dukan è basata principalmente su proteine animali, ma senza esagerare con i grassi. Viene offerta una lista di alimenti vietati ed una di quelli approvati - anche questa quindi è bassa in carboidrati;
  • Nella dieta Atkin bisogna basare la propria alimentazione su prodotti di origine animale, quindi proteine, ma in questo caso abbondando pesantemente con i grassi. Qui i carboidrati vanno ridotti al minimo e quei pochi devono essere a basso indice glicemico come le verdure.
Possibile che tutte queste diete funzionino per ognuno? Ni. Se prendiamo ad esempio un soggetto la cui alimentazione è basata su merendine, patatine, coca cola e vari prodotti preconfezionati della grande distribuzione, qualsiasi delle diete citate porterà senza alcun dubbio ad un miglioramento della salute, ed un eventuale dimagrimento. Quello che emerge quindi è il seguente denominatore comune: 

Una volta limitati gli zuccheri (con particolare riguardo a quelli con un elevato indice glicemico) e gli alimenti preconfezionati, favorendo cibi freschi e cucinati in casa, si è compiuto il primo grande passo verso un'alimentazione più sana - tale aspetto sembra avere valenza per ogni essere umano. 

Potrà sembrare un aspetto scontato, ma invece non lo è affatto. La cosa importante è che esistono svariate raccomandazioni circa l'alimentazione, ma soltanto quella menzionata ha efficacia universale, mentre le altre sono valide solo per alcuni, secondarie, irrilevanti o addirittura infondate. Prossimamente dedicherò un post sui danni dello zucchero che vengono spiegati estensivamente nel libro "Pure, White and Deadly" di John Yudkin che viene anche citato in una interessante conferenza di Robert Lustig (clicca qui).

Una pecca per ognuno
Personalmente non considero l'alimentazione come un insieme di carboidrati, proteine e grassi, ma come una pratica da considerare a 360 gradi, considerando quindi anche l'origine dei prodotti, il metodo di preparazione e persino il tipo di occasione in cui consumarli. Tuttavia, nonostante in ognuna di queste diete ci siano aspetti che non condivido (in particolare la restrizione dei grassi saturi) non posso che appoggiare il menzionato denominatore comune. Ognuna della diete citate però porta con se altre restrizioni che risultano essere inutili se non dannose. La dieta Ornish vieta i grassi saturi che sono essenziali per l'assimilazione dei nutrienti e per lo sviluppo neurologico e ormonale soprattutto durante la crescita - come ho discusso altrove (clicca qui per leggere) i pericoli ad essi associati sono infondati. La dieta paleolitica vieta il sale e i latticini, il primo l'ho trattato in un post precedente (clicca qui) mentre per il secondo bisogna considerare diversi aspetti. L'intolleranza al latte in molti casi è dovuta ad una malnutrizione o malfunzionamento dell'apparato digerente per colpa di altri alimenti come quelli derivati dai cereali senza una propria fermentazione. Inoltre l'intolleranza al latte è presente soprattutto nei paesi più caldi e ciò per un semplice motivo: se si prova a lasciare del latte non pastorizzato al sole dopo mezza giornata questo caglierà, quindi i batteri presenti in esso avranno pre-digerito il lattosio (al quale si è intolleranti) e trasformato in acido lattico - i nostri antenati provenienti da climi più caldi si sono quindi adattati a consumare latticini solo dopo fermentazione e quindi più digeribili, senza considerare che non erano pastorizzati e provenienti da animali sani piuttosto che da allevamenti intensivi. Nella dieta Dukan e Atkin bisogna mangiare quantità di carne davvero abbondanti, e nel secondo caso anche parecchi grassi; sebbene non abbia niente in contrario a questi alimenti, bisogna tener presente che comunque ognuno ha i suoi limiti, non siamo tutti uguali e non tutti riescono a reggere queste diete iperproteiche a lungo senza considerare che l'origine degli animali è importante per garantirne la qualità. La dieta zona propone alimenti a base di soia non propriamente fermentata il che può portare a mal assorbimento dei nutrienti e disfunzioni ormonali, cosa che tratterò prossimamente più in dettaglio. Inoltre, la fissazione 40, 30, 30 è ridicola, ci sono altri fattori nell'alimentazione ben più importanti di queste rigide restrizioni.

Non abboccate all'amo
Colgo l'occasione per segnalare alcune "esche" che questi guru dell'alimentazione propongono per la salute dei loro seguaci, ma in realtà sono più un modo per far soldi.
Il caso più eclatante riguarda la dieta zona nel quale uno non ha sempre tempo di fare i calcoli per distribuire i macronutrienti nelle percentuali 40, 30, 30. Niente paura però, al supermercato, ma anche in farmacia si possono trovare barrette, biscotti e dolcetti vari nei quali "gli esperti" hanno gia fatto tutti i calcoli e il prodotto è stato approvato dal dottor Berry Sears, l'inventore della dieta. Il problema però è che i grassi e le proteine per bilanciare il tutto sono derivati dalla soia il che, come riportato, presenta dei grossi rischi alla salute, inoltre le farine usate non sono state propriamente fermentate. Secondo i calcoli del dottore poi il cibo che mangiamo non contiene gli omega 3 necessari per la nostra salute, infatti egli sostiene che bisogna consumare gli integratori da lui approvati. Curiosamente questi integratori però non specificano se i pesci utilizzati siano da allevamento o selvatici, e inoltre non sono riuscito a capire se vengono trattati ad elevate temperature durante l'estrazione. Gli omega 3 infatti si ossidano molto facilmente e sono molto sensibili al calore diventando inutili se consumati previa cottura; ma non è molto meglio mangiarsi del buon pesce crudo non da allevamento? (ovviamente dopo averlo surgelato nel caso non fosse stato abbattuto).

Conclusioni
Ci sarebbero da discutere molti altri aspetti a riguardo, ma ho preferito riportarne solo alcuni per riuscire ad esporre il concetto al quale volevo arrivare. Ci tengo poi a sottolineare che la conta delle calorie o dei macronutrienti sono solo pratiche fuorvianti che altro non fanno che confonderci e odiare l'alimentazione - sono solo una pratica di marketing per spingere determinati prodotti. Del resto basta chiedersi, ma possibile che per essere sani bisogna avere una bilancia e fare tutti questi calcoli? Possibile che la natura sia così perversa da crearci in questo modo? No, non penso proprio. A tal proposito riporto il lavoro del medico dentista Weston A. Price che intorno agli anni '30 visita molte popolazioni sparse per il mondo che non erano ancora entrate in contatto con il cibo moderno. Queste godevano di ottima salute, l'incidenza delle carie era praticamente inesistente e malattie oggi considerate "normali" come diabete, cancro o di tipo coronarico erano sconosciute, eppure l'alimentazione di questi individui sembrava apparentemente diversa l'una dall'altra. Come si potrà supporre però ognuna di esse aveva il fattore comune: carboidrati in quantità moderata se non quasi nulli e alimenti naturali, genuini e ricchi di nutrienti, in particolare uova e organi interni - i cereali venivano consumati soltanto da qualche popolazione, ma solo dopo lunghe fermentazioni (dalle 24-48 ore, se non giorni) tramite specifiche colture.
Una volta che un alimento è fresco e di origine naturale è difficile che faccia male. Alcuni si troveranno meglio a seguire una dieta più vegetariana e ricca di fibre, altri invece una dieta più carnivora, alcuni preferiranno il pesce, altri la carne, altri le uova o il formaggio, io ad esempio alterno a seconda di quello che il mio corpo mi chiede, quello che però faccio sempre è una sola cosa, che potrà sembrare scontata, ma non lo è affatto, mangio cibo.      


2 commenti:

  1. Dico seriamente: avrei voluto scrivere io quest'articolo, parola per parola :) I più sentiti complimenti, di nuovo!

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    1. beh, che dire... detto da una specialista nel settore non può che farmi piacere la cosa! grazie :)

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